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  Vialone

Riso Vialone Mantovano

E’ considerato il capostipite dei risi di pregio o, meglio, da risotto. Nasce nel 1937 dall’incrocio tra il Vialone e il Nano, così chiamato per la ridotta altezza della pianta. Appartiene alla categoria dei semifini. Fra le varietà pregiate è il più versatile ed è quindi un riso che si rivela adatto a essere utilizzato dai gastronomi più esigenti.

bullet ASPETTO
Riso semifino, con chicco di grossezza media, forma tonda e semilunga; dente pronunciato, testa tozza e sezione tondeggiante.
bullet COLORE
Bianco, privo di striscia con una perla centrale estesa.
bullet COTTURA
Tempo di cottura 13 minuti, con abbondante liberazione di amido, ottima assunzione di aromi e sapori; cremoso al palato. Mantiene il punto di cottura.
bullet SAPORE
I chicchi hanno sapore e profumo pieni e delicatamente erbacei. Media consistenza “al dente”.
bullet IMPIEGO
Per risotto tipico alla pilota, con carne di maiale, pesce d’acqua dolce, ecc.
bullet ZONE DI COLTIVAZIONE
Esclusivamente Sinistra Mincio.
 
  Carnaroli

Riso Carnaroli

Per le sue doti è ormai considerato da chef e appassionati di risotto il “re dei risi”: resta al dente nel cuore, ma aiuta la mantecatura grazie all’amido contenuto.
La sua nascita, frutto dell’incrocio tra il Vialone e il Lencino, risale al 1945. La sua rinascita - e relativa valorizzazione - viene collocata a metà degli anni Ottanta.

bullet ASPETTO
Riso superfino; il chicco si presenta grosso e lungo 7 mm circa, di forma allungata e sezione affusolata, con dente evidente.
bullet COLORE
Ceruleo, con perla centrale piccola e bianca, parte periferica cristallina.
bullet COTTURA
Cuoce in 15 minuti circa; consistente “al dente”, mantiene a lungo tale consistenza.
bullet SAPORE
Netto, tendente al dolce, con chicco consistente ed elastico anche dopo la cottura.
bullet IMPIEGO
Risotti tipici di terra e di mare, sgranati e non molto mantecati, insalate di riso.
bullet ZONE DI COLTIVAZIONE
Esclusivamente Sinistra Mincio.
 
  Riso

I risotti mantovani

I classici risotti mantovani rappresentano una mirabile sintesi della vocazione agricola e delle produzioni della campagna circostante: alle varietà Vialone Nano e Carnaroli, infatti, si accompagnano, di volta in volta i prodotti derivati dalla terra (zucca, radicchio, funghi, tartufo, cipolle, carne di maiale, Grana Padano) e quelli provenienti dall’acqua (rane, pesci d’acqua dolce come tinca o pesce gatto), in preparazioni che possono essere ulteriormente esaltate da abbinamenti con vini appropriati.

Per il tipo di cottura i risotti mantovani si dividono fondamentalmente in risòt menà, e a la pilota. Il riso, nel primo caso, è lavorato continuamente con sapienti aggiunte di brodo (preparato con carne di manzo e gallina, sale ed uno spicchio di aglio, cui possono essere aggiunte, ma in quantità minimali, verdure quali carota, sedano e cipolla), e risulta al palato morbido. Nella cottura a la pilota (che prende il nome dalla figura del “pilota”, termine indicante il lavoratore entrato in giovane età nella pila, la riseria), invece, il riso è cotto solo in acqua senza mai essere mescolato e si presenta asciutto e sgranato, pronto per essere condito (di norma con carne di maiale del peso di 500 gr. per 5 persone), e affiancato dal “sostegno” (il “puntel” o pesce) prescelto.

 
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