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Riseria

La riseria Cà Vecchia di recente costituzione intende proporsi come nuova realtà sul mercato della lavorazione e commercializzazione del riso, consolidando quell’esperienza della famiglia Gazzani che già opera nel settore risicolo da alcune generazioni. L’azienda è situata nelle zone fertili e pianeggianti della Sinistra Mincio. Questa area geografica è conosciuta per la qualità del riso dovuta proprio al tipo di terreno ed al microclima nel quale questi risi vengono coltivati. Le coltivazioni risultano particolarmente sane grazie a terreni ricchi di macro e microelementi, la scarsa presenza di infestanti comporta un limitato utilizzo di diserbanti e fitofarmaci.

La riseria Cà Vecchia ha mantenuto le tradizionali metodologie di coltivazione migliorando le tecnologie di confezionamento e conservazione, creando una fortissima cultura aziendale e ricercando personale sempre più esperto nel campo della lavorazione del riso, ponendo una particolare attenzione alla selezione finale del riso attraverso selezionatrici ottiche e separatori di ultima generazione in grado di selezionare singolarmente con grandissima precisione i chicchi di riso imperfetti da quelli perfetti con il risultato di ottenere una qualità superiore.

 
     
  Prodotti

La qualità Ca' Vecchia

La riseria Cà Vecchia è un’azienda a conduzione familiare ed a garanzia della qualità dei prodotti svolge in proprio da anni tutte le fasi della coltivazione del riso e di recente si occupa altresì della trasformazione delle tipiche varietà di riso Vialone Nano mantovano e Carnaroli, controllando accuratamente ogni passaggio.

Il nostro standard qualitativo prevede il contenimento della rottura e delle impurità, presentando un livello di purezza pressoché assoluto. Grande attenzione infatti viene posta a tutti i livelli, dalla scelta delle sementi fino all’essicazione, quindi alla lavorazione e trasformazione ricercando la sintesi di una lavorazione artigianale affiancando la più sofisticata tecnologia delle selezionatrici ottiche a garanzia proprio della qualità vista da chi del riso ne ha fatto una ragione di vita, ed infine il confezionamento in innovativi ed eleganti barattoli sottovuoto in atmosfera modificata.

L’innovativo sistema di confezionamento in barattoli in atmosfera modificata garantisce al consumatore un prodotto con caratteristiche organolettiche inalterate e non da ultimo un beneficio sia dal punto di vista sanitario ma anche da quello estetico, infatti l’atmosfera protettiva si ottiene confezionando il prodotto in un’atmosfera da cui viene dapprima eliminato l’ossigeno e successivamente sostituito da una miscela di azoto e anidride carbonica.

A differenza del solo sottovuoto, che inibisce l’azione dei microrganismi aerobi, l’atmosfera protettiva invece agisce anche sui microrganismi anaerobi e sulla microflora tipica del riso. Il risultato… un riso eccezionale da ogni punto di vista.

 
       
  Filosofia

La nostra filosofia

La nostra filosofia è da sempre la qualità dei nostri prodotti; il buon riso che produciamo e portiamo sulle tavole dei nostri clienti con tutte le sue caratteristiche nutrizionali che lo rendono un alimento sano, altamente digeribile e con un indice di sazietà più alto della pasta, grazie l’elevata capacità di assorbimento dell’acqua durante la cottura.

Risotto

 
  Storia

La storia del riso

La tradizione nella coltivazione del riso in questa area geografica specifica è piuttosto antica, tracce se ne cominciano a trovare ai tempi dei Gonzaga, infatti viene indicato il signore di Mantova come pioniere della risicoltura, che nelle terre del marchesato, peraltro, dovevano già essere consistenti alla metà del ‘500.

Nel 1835 erano state censite 63 ruote da pila salite a 71 verso la fine del secolo. Il riso rappresentava la voce maggiore delle esportazioni mantovane.

Nel 2000, la varietà prevalente nel Mantovano continua a essere il Vialone Nano, o meglio Nano x Vialone, come lo definisce il professor Romeo Placco, che lo ha costruito nel 1925 alla stazione Sperimentale di Risicoltura di Vercelli, diretta allora da Giovanni Sanpietro

 
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